Il giorno comincia presto a Bali. Il sole sorge prima delle 6 e per Melo e Mela il risveglio a villa Lumbung è stato alle prime luci dell’alba. Almeno per Melo: i galli hanno fatto più del loro dovere. Riuniti in coro, hanno squarciato il silenzio dell’alba per dare la sveglia a tutti i balinesi, compreso Melo che, dopo mezz’ora di canti ininterrotti, ha iniziato a pensare quanto il gallo sta bene con le patate nel forno.

Per iniziare bene la giornata la colazione é la cartina tornasole. Serviti nel portico della struttura, comodamente svaccati sui cuscinoni abbiamo ordinato Caffe balinese (Kopi) frullati di frutta fresca e crepes balinesi con cocco e zucchero di palma.
La mia giornata poteva pure finire qui, cosa ci può essere di meglio?
Per il secondo giorno di Melo e Mela ho pensato al benessere fisico e mentale. Ubud è la meta perfetta per questo obiettivo. Cibo ottimo e luoghi incantevoli.
Si può fare solo una cosa per inserirsi nella quotidianità del villaggio. Camminare. Solo camminando e guardandosi intorno si riescono a vedere quei dettagli che altrimenti sarebbero perduti.
E allora via, dotati di scarpe da ginnastica, macchina fotografica e occhi aperti ci siamo diretti verso la Jalan Matahari.
A pochi km di distanza da villa Lumbung, a nord di Ubud si snoda tra le risaie questo percorso perfetto e poco conosciuto dai turisti.
Ma come nella più classica della tradizione, nei pochi km che ci separavano dal cammino, siamo stati piacevolmente bloccati da una celebrazione al tempio. Una moltitudine di persone, vestite in modo tradizionale affollavano la strada bloccando tutto il traffico tra motorini, macchine e pedoni.
Quando c’è una celebrazione tutto si ferma. Non c’è fretta di arrivare a destinazione che tenga. L’egoismo personale decade a Bali. Anche le esigenze dei turisti sono messe da parte. L’isola ci integra nella sua quotidianità millenaria. I balinesi ci mostrano il loro modo di vivere radicato sulla tradizione e noi siamo portati ad adattarci al tempo scandito dall’isola.
Non c’è mai fretta, tutti si prendono il tempo necessario per svolgere qualsiasi cosa, e la vita del tempio primeggia nella vita di ciascun balinese.
Melo e Mela hanno fatto subito esperienza di cosa voglia dire tempio: non importa se la nostra destinazione era a pochi metri di distanza da dove eravamo. Ci siamo gustati i suoni, i profumi degli incensi, i colori dei sarong, i cappellini bianchi degli uomini (udang) e i cesti di frutta portati con straordinario equilibrio sulla testa dalle donne.
Un corteo di persone che lentamente spariva dentro una porticina di accesso al tempio. Una parentesi rumorosa e affollata conclusa in una piccola porta. Come una bolla di suoni e colori risucchiati velocemente da un pertugio temporale.
Nel giro di pochi minuti tutto è tornato alla normalità. Attenti a tutto, molti uomini si sono girati verso di noi e ci hanno fatto cenno di passare.
A questi balinesi non sfugge proprio nulla!!!
Arrivati alla nostra meta abbiamo iniziato il nostro percorso: 7 km di terrazzamenti, che scendono dolcemente sul crinale verso il centro di Ubud. Tutto accompagnato da artisti che ai lati della stradina vendono i propri quadri, ristori che rigenerano con bevande naturali e caffè, ristoranti di bamboo affacciati sul panorama mozzafiato e poi galli, papere tutto avvolto dal suono dell’acqua che scorre lento nei canali.
Ma in una tranquilla passeggiata tutto può accadere. Non in bella vista sulla strada ma nel verde rigoglioso, sotto una capannina di paglia un uomo insieme al suo bue ci salutava. Non è l’inizio di una favola per bambini. Questo avvenimento esilarante nella sua semplicità ha reso il cammino ancora più divertente. Questo simpatico vecchietto a nostro avviso millenario, accovacciato sulla paglia tagliava cocci verdi (clapa muda) con il suo macete, per venderli a visi pallidi come noi. Con il piede teneva fermo il cocco e con le mani ci “confezionava” la bevanda naturale sotto gli occhi calmi del suo bue.
Rinvigoriti dall’esperienza abbiamo raggiunto il Cafè Pomegranate per riposarci prima della risalita, gustando un the al ginger per il benessere di gola e stomaco.
Dopo un mie goreng cucinato ad arte nel Warung Kolaka abbiamo cavalcato il motorino verso la seconda tappa del giorno.
Il tempio Gunung Kawi.
Quest’anno ho scoperto che esistono 2 tempi con lo stesso nome a poca distanza l’uno dall’altro. Quello in cui ho voluto portare Melo e Mela é il mio preferito: nel distretto di Tampaksiring questo tempio antichissimo scavato nella roccia vi ricorderà sicuramente i film di Indiana Jones. Una lunga scalinata scende al fiume: in fondo, nella valle rigogliosa, c’è questo tempio costruito intorno a monumenti funebri scavati nella roccia. I balinesi vengono a pregare un membro della famiglia reale che si pensa sia qui dall’XI secolo. É un luogo di pace, la luce filtrata dalla ricca vegetazione gioca tra le liane e le gocce d’acqua del fiume impetuoso che solca le rocce del sito.
Il silenzio avvolge tutto e l’atmosfera dal sapore mistico rende il luogo ancora più affascinante. Tutta questa visita é accompagnata dai numerosi negozietti, arroccati sulla scalinata che propongono artigianato locale, sarong e souvenire a prezzi ridotti.
Ancora una birra al warung Bintang e il secondo giorno a Ubud per i nostri Melo e Mela  si conclude.
Il torpore della stanchezza fisica rende i canti dei galli piacevoli anche alle orecchie di Melo.
2 commenti
  1. Robi dice:

    Ciao belli!!!
    E’ sempre fantastico leggere i tuoi racconti, mi fanno ritrovare suoni, sapori e sensazioni della splendida Bali!!! Grazie!!!!

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