Diario di viaggio di Melo e Mela. Nord Bali

Ultimo giorno a Ubud. Per Melo e Mela la giornata si preannuncia faticosa. Tour con il nostro fantastico driver Nyoman alla scoperta dei templi che più mi affascinano.

Concordato il tour giorni prima Nyoman, sempre puntuale, ci carica intorno alle 10 del mattino per la prima tappa.

L’esperienza in una Kopi plantation è sempre deliziosa per un momento di relax e un caffè. Nella zona settentrionale di Bali ci sono innumerevoli giardini botanici aperti ai turisti. La maggior parte di queste piantagioni funzionano nel medesimo modo: l’ingresso è un sentiero tra le piante che a Bali sono molto care. Dagli arbusti agli alberi secolari potrete deliziarvi facendo conoscenza di innumerevoli specie. Dall’ananas alla cannella, dai chiodi di garofano alla vaniglia, dall’albero del pane a quello del cacao, dal Jack fruit agli snake fruit. Ma sicuramente il protagonista della piantagione è un piccolo animaletto, somigliante ad un furetto, chiamato Luwak cioè un zibetto delle palme. Questo tenero animale è ghiotto di bacche di caffè. La sua fortuna è di avere uno stomaco che elimina la parte dura della bacca e di espellere bacche di caffè digerite ma non amare. Si avete capito bene: la sua pupù depositata sulle foglie delle piante viene raccolta, seccata e tostata per immettere sul mercato il caffè più caro al mondo. Il Kopi Luwak è un caffè pregiatissimo che deriva proprio dalla digestione del simpatico Luwak. Evidentemente la parte dura della bacca che viene distrutta dalgli enzimi del zibetto è un potente sonnifero, perchè non ho mai visto il Luwak sveglio contrariamente a quanto pensavo. Mi immaginavo un animale isterico per quante bacche di caffè ingerisce e invece dorme a più non posso.

In questi giardini botanici ci sono sempre le stesse cose. Sarete accompagnati dal vostro driver nel sentiero tra le piante. Lui vi darà lezioni di botanica e vi farà fermare davanti alle gabbiette in cui sono esposti i Luwak che dormono.  Sarete accolti dal personale che lavora nella piantagione e vi spiegherà il procedimento del caffè, vedrete una simpatica vecchietta alle prese con la tostatura dei chicchi e sarete accompagnati ad un tavolo per assaggiare gratuitamente i vari the e caffè aromatizzati. Cocco, ginger, vaniglia e molto di più. Tutto sarà gratuito ma se volete provare il Kopi Luwak dovrete pagare 50.000IDR per l’assaggio. La visita finirà nello shop dove potrete acquistare quello che avete assaggiato e molto altro.

Melo e Mela sono letteralmente impazziti per i the aromatizzati e il cestino dello shop versava di confezioni multicolori. I prezzi sono veramente contenuti e il gusto ci guadagna sempre.

Saliti in macchina siamo pronti per la prossima tappa. Ma uno stop è d’obbligo.

Nei campi di riso adiacenti alla strada un gruppo di persone sta facendo la raccolta. Siamo spettatori di un evento antichissimo. La raccolta a mano del riso è un momento di gioia e di festa per il villaggio dopo un lungo e faticoso lavoro nelle risaie. Il roteare del riso sui setacci, i lanci nell’aria tersa, i canti mescolati al sudore del duro lavoro, mi riportano così indietro nel tempo da provocarmi sgomento. Rimaniamo tutti in silenzio, quasi imbarazzati di fronte a questo remake anni  50, mi sento dentro una pellicola di un film spettatore proveniete da un’altra epoca.

Risaliti in macchina ci fermiamo per il pranzo in un warung consigliato da Nyoman. Il programma in realtà era far pranzo al Mahagiri resort, ma per spender meno e godersi la cucina locale abbiamo preferito fermarci a mangiare il famoso Babi Guling.

Il Babi Guling è maiale cucinato in ogni modo e i balinesi ne vanno pazzi.

Per Melo e Mela si preannuncia una visione spettacolare. Il caffè preso sulla terrazza del Mahagiri resort è un’esperienza che tutti un giorno nella vita dovrebbero fare. Ovviamente il vulcano non si vedeva a causa delle nubi ma non importa, la valle semicircolare di risaie a valle toglie il fiato.

Ristorati nel corpo e nell’anima ci dirigiamo verso il tempio d’acqua.

Il Tirtagangga a Karangasem.

Tirta significa sorgente e qui i balinesi trovarono ristoro e fresco dalla calura del giorno. E’ un parco ricco di fontane e vegetazione. La vasca di fronte alla fontana più alta ha un percorso di pietre. Ogni volta cammino guardando i miei piedi sulla pietra liscia circondata da acque popolate da Koi arancioni. Ha un fascino particolare, di purificazione ma attenzione a non incrociare altri turisti perchè la pietra è per una persona e dovrete fare dietrofront se non volete fare un bagnetto con i Koi.

La vasca in fondo al parco è una vera e propria piscina di acqua sorgiva. Quindi munitevi di costume e cuffia e lanciatevi nelle acque ghiacciate del Tirtagangga.

L’ultima tappa è ovviamente la ciliegina sulla torta. Nyoman è molto felice di accompagnarci al Pura Lempuyang. E’ un tempio distante da Ubud e i balinesi in questo luogo ringraziano per la nascita di un figlio. Il bambino di Nyoman ha già 3 anni ma le sue offerte di ringraziamento sono sempre bene accette dagli dei.

E’ uno dei templi più antichi, disposto su più livelli, ha dei magnifici portali che si affacciano sul vulcano Agung.

Sarà che Nyoman ci ha chiesto se volevamo partecipare alla sua celebrazione, sarà che il tempio era in festa, sarà che questo posto è avvolto dalla magia, Pura Lempuyang rimane uno dei luoghi che non mi stancherò mai di vedere. E’ come un film che conosci a memoria ma tutte le volte che lo guardi vedi qualche particolare nuovo. La fatica delle scale è stata accompagnata dai suoni dei gamelan, le offerte di riso e l’odore dell’incenso aleggiavano nell’aria umida, e la luce del sole caldo illuminava l’imponenza dell’Agung.

La sera è ormai vicina e la macchina sfreccia verso la nostra base.

Melo e Mela si sono assopiti chissà cosa sognano? Sicuramente questa giornata non potrà essere facilmente dimenticata, ma domani è un altro giorno e l’avventura continua..

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